LA CHIAVE DI SARA

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FRANCIA, 2011
Regia: Gilles Paquet-Brenner
Interpreti: Kristin Scott-Thomas, Niels Arestrup
Orario: 18,00 – 20,15 – 22,30
Drammatico. Durata 106 m.

MARTEDI’ 22 GENNAIO 2013

Parigi, 60 anni dopo. Julia Jarmond (Kristin Scott Thomas) è una giornalista americana, moglie di un architetto francese, che vive in Francia da 20 anni. Indagando su uno degli episodi più ignobili della storia francese, il rastrellamento di migliaia di ebrei parigini prima di essere deportati nei campi di concentramento, Julia si imbatte nella storia della piccola Sara Starzynski (Mélusine Mayance), una bambina che allora aveva 10 anni, e del suo fratellino. Espandi/Comprimi...»


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Tra gli arrestati di quei giorni di Luglio c’è la famiglia Starzynski. Mentre moglie e marito vengono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, la piccola Sara riesce a scappare trovando rifugio da una coppia di contadini, i coniugi Jules (Niels Arestrup) e Geneviève Dufaure (Dominique Frot). Ciò che per Julia era solo materiale per un articolo diventa una questione personale, qualcosa che potrebbe essere legato ad un mistero della sua famiglia… Powered by Hackadelic Sliding Notes 1.6.5

THE ARTIST

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FRANCIA, 2011
Regia: Michael Hazanavicius
Interpreti: Jean Dujardin, Bérènice Benjo
Orario: 18,00 – 20,15 – 22,30
Commedia. Durata 100 m.

MARTEDI’ 18 DICEMBRE 2012

THE ARTIST riprende i generi del cinema classico hollywoodiano nella sua struttura narrativa: il melò, la love-story, la caduta dopo l’irresistibile ascesa, il dramma, lo scintillante luccichio del musical. E’ una pellicola raffinata, che si poggia sulla dote espressiva di due protagonisti sinceramente affiatati, su un cane che diventa vero attore, su una trama musicale capace di enfatizzare tutte le emozioni delle immagini (bellissima la scena in cui lei si abbraccia nella giacca di lui). Doveva essere un film per pochi e invece, a sorpresa, è un film davvero per tutti. La magia del muto per raccontare una storia d’amore d’altri tempi, o di tutti i tempi, raccontata solo attraverso l’incanto e la suggestione delle immagini, senza la contaminazione delle parole. In mancanza della voce, lo sguardo torna protagonista e il cinema, “che è diventato piccolo” come diceva Gloria Swanson in “Viale del tramonto”, riacquista le sue giuste dimensioni.Espandi/Comprimi...»


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Che il lungometraggio più premiato della stagione appena trascorsa non sia parlato e a colori la dice lunga su cosa si intenda per “magia del cinema”. Certo, l’idea è originale: fare un film muto che racconti l’avvento del sonoro è da applausi. Una sfida azzardata ma vinta a pieni voti: si ride, ci si diverte, ci si commuove in un film che utilizza tutte le strategie del cinema che fu…Powered by Hackadelic Sliding Notes 1.6.5

ROMANZO DI UNA STRAGE

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ITALIA, 2012
Regia: Marco Tullio Giordana
Interpreti: Valerio Mastandrea, Michela Cescon
Orario: 17,30 – 20,00 – 22,30
Drammatico. Durata 130 m.

MARTEDI’ 14 DICEMBRE 2012

Milano, 12 dicembre 1969. Subito dopo l’esplosione alla Banca Nazionale dell’agricoltura di piazza Fontana – che uccide 14 persone (salite a 17) e ne ferisce 88 – le indagini della Questura sono tutte orientate verso la pista anarchica. Il commissario Luigi Calabresi e i suoi superiori, Marcello Guida e Antonino Allegra, sono convinti della matrice anarchica della strage cosi come delle decine di bombe esplose in città negli ultimi mesi.
Fra i fermati c’e Giuseppe Pinelli, un anarchico non-violento che Calabresi stima e sa perfettamente estraneo alla strage. E invece arrestato Pietro Valpreda, un ballerino senza scritture, spesso in contrasto con Pinelli: il colpevole ideale, il mostro riconosciuto dal tassista Rolandi che l’ha accompagnato in banca pochi minuti prima dello scoppio.Espandi/Comprimi...»


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Per ottenere da Pinelli la conferma della pericolosità di Valpreda, continuano a trattenerlo oltre i limiti di legge. Dopo 3 giorni di digiuno e insonnia, Pinelli precipita la notte del 15 dalla finestra dell’ufficio di Calabresi. Il commissario non e nella stanza ma – grazie ai goffi tentativi della Questura di giustificare l’accaduto – finisce per essere indentificato come il diretto responsabile.
A Treviso i giudici Pietro Calogero e Giancarlo Stiz – grazie alle rivelazioni di Guido Lorenzon – scoprono una galassia di giovani neonazisti senza partito e senza collare, pronti – di fonte alle lotte studentesche e operaie del ’68/’69 – a gesti clamorosi. Pur coperti e infiltrati dai servizi segreti, alcuni di loro hanno lasciato tracce evidenti. Giovanni Ventura e Franco Freda vengono arrestati insieme ad altri complici.
Calabresi continua a indagare sulla strage. Ora dubita della sua matrice anarchica e pensa piuttosto a legami col traffico internazionale d’armi. Segue la nuova pista fino al Carso dove, due giorni prima di essere assassinato, scopre un deposito clandestino d’armi in uso anche ai neonazisti. Il 17 maggio 1972 Calabresi é ucciso sotto casa.Powered by Hackadelic Sliding Notes 1.6.5

CESARE DEVE MORIRE

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ITALIA, 2012
Regia: Paolo e Vittorio Taviani
Interpreti: Cosimo Rega, Salvatore Striano
Orario: 18,00 – 20,15 – 22,30
Docufilm/Drammatico. Durata 76 m.

MARTEDI’ 30 OTTOBRE 2012

CESARE DEVE MORIRE non è un documentario, e non è neppure teatro adattato per lo schermo: è un puro distillato del cinema e delle tematiche dei due registi, i fratelli Taviani. Segue i laboratori teatrali realizzati dentro il carcere di Rebibbia dal regista Fabio Cavalli, attore e autore teatrale, direttore artistico del “Centro Studi Enrico Maria Salerno”, qui alle prese con una versione del classico shakespeariano interpretato dai detenuti. Sono spacciatori, camorristi, ergastolani, alle prese con un testo che parla di tradimenti, di onori e di rivoluzioni tradite: tutti temi che li coinvolgono da vicino, che ognuno interpreta con la rabbia e l’energia che si porta dentro. Si seguono le loro prove e la messa in scena finale del “Giulio Cesare” di William Shakespeare, ma anche le vite dei detenuti nelle loro celle. Espandi/Comprimi...»


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I fratelli Taviani erano certamente consapevoli delle numerose testimonianze, in gran parte documentaristiche, che anche in Italia hanno mostrato, a chi non ha mai messo piede in un carcere, come il teatro rappresenti un strumento principe per il percorso di reinserimento del detenuto. I Taviani scelgono la strada del work in progress utilizzando coraggiosamente uno smagliante bianco e nero. L’originalità della loro ricerca sta nella cifra quasi pirandelliana con la quale cercano la verità nella finzione. Questi uomini, che mettono la loro faccia e anche la loro fedina penale (sovrascritta sullo schermo) in pubblico, si ritrovano, inizialmente in modo inconsapevole, a cercare e infine a trovare se stessi nelle parole del poeta divenute loro più vicine grazie all’uso dell’espressione dialettale. Frasi scritte centinaia di anni fa incidono sul presente e ogni detenuto ‘sente’ e dice le battute come se sgorgassero dal suo intimo. Shakespeare a Rebibbia, interpretato dai detenuti della sezione alta sicurezza: il “Giulio Cesare” sembra scritto per loro, che conoscono la violenza e conoscono il “potere”. Sembra il “punto zero” di molti gangster movies che raccontano l’avvicendamento delle cupole, l’eliminazione di capi scomodi, i tradimenti. Ai fratelli Taviani riesce un miracolo: calare i versi del poema nella quotidianità dei reclusi di Rebibbia, come fossero i loro pensieri, il loro inconscio, la loro vita. Gli attori, tutti con condanne che vanno da 15 anni a fine pena mai, trovano la loro libertà nelle ore dedicate alle prove, per poi scontrarsi con la realtà nel momento in cui il secondino richiude la cella alle loro spalle. “Da quando ho incontrato l’arte, questa cella è diventata una prigione” è la frase emblematica che viene pronunciata da Cosimo Rega, uno dei protagonisti, parole che si incidono nell’anima.Powered by Hackadelic Sliding Notes 1.6.5

IO SONO LI

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GENERE: Drammatico REGIA: Andrea Segre SCENEGGIATURA: Marco Pettenello, Andrea Segre ATTORI: Zhao Tao, Rade Sherbedgia, Marco Paolini, Roberto Citran, Giuseppe Battiston DURATA: 96 Min

GIOVEDI’ 21 GIUGNO 2012

Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di otto anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, una piccola città-isola della laguna veneta, per lavorare come barista in un’osteria. Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici “il Poeta”, da anni frequenta quella piccola osteria. Il loro incontro è una fuga poetica dalla solitudine, un dialogo silenzioso tra culture diverse. Ma l’amicizia tra Shun Li e Bepi turba le due comunità … Esordio nella regia del documentarista Andrea Segre, ha avuto 4 candidature ai David di Donatello 2012, vincendo quello per la Migliore Attrice protagonista a Zhao Tao.

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“Giovani Autori Crescono”
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