Monthly Archives: aprile 2015

LOCKE

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Regia: Steven Knight (GB/USA 2013) con: Tom Hardy, Olivia Colman Orari: 16,15 – 18,15 - 20,15 dramm. 85m.

Regia: Steven Knight (GB/USA 2013) con: Tom Hardy, Olivia Colman Orari: 16,15 – 18,15 – 20,15 dramm. 85m.

LUNEDI’ 4 MAGGIO 2015

Ivan Locke (Tom Hardy, doppiato in italiano dall’attore Fabrizio Pucci) è un uomo tranquillo, con una famiglia, una casa, un buon lavoro. È un costruttore di edifici, all’alba di domani dovrebbe sovrintendere ad una colata di calcestruzzo che getterà le fondamenta di un grattacielo di 55 piani. I suoi capi hanno incaricato lui perché per anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore. Ora é sera, la sua macchina è ferma a un semaforo appena fuori Birmingham. Qualche secondo – o un tempo interminabile – e Ivan, invece di andare a casa dalla moglie Katrina (Ruth Wilson), che ama ricambiato, e dai due suoi figli che non vedono l’ora del suo ritorno per vedere la partita, si dirige verso Londra. Da adesso in poi, in tempo reale, si verificheranno le conseguenze di questa decisione, scandite da una serie indefinita di telefonate. Al cellulare, macinando chilometri da Birmingham a Londra, spiega, consola, rivela, distrugge, istruisce. Dall’altra parte dell’auricolare ci sono sua moglie, i due figli, la donna di un’avventura di una notte, Bethan (Olivia Colman), con cui lui ha passato, ubriaco e quasi controvoglia, un’unica notte, Garreth, il capo furioso, e Donal, l’operaio polacco al quale Ivan ha affidato la delicata gestione di ogni preparativo in sua assenza. Che uomo sia Ivan Locke lo capiamo un pò alla volta. Quando i suoi occhi brillano dicendo al suo aiutante che con quell’edificio “ruberemo un pezzo di cielo”, quando al suo capo (Bastard nella rubrica telefonica) che gli urla perché non si è dato malato risponde che malato non è, quando non riesce a ripetere a suo figlio che gli vuole bene, quando un caposquadra polacco gli manda a dire che è il miglior uomo in Inghilterra. Frasi, gesti, espressioni che raccontano l’uomo più della sua esplicita scelta morale. Bethan, la sola donna con cui ha mai tradito sua moglie, è in ospedale, in procinto di partorire il loro bambino. Non vuole essere d’intralcio alla sua vita ma, avendo superato i 40 anni, desidera diventare madre. Ivan decide di andare a Londra per assistere al parto, vuole assumersi le sue responsabilità anche se ciò significa perdere il lavoro e sfasciare il suo matrimonio…


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PATRIA

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Regia: Felice Farina (IT 2014) con: Francesco Pannofino, Roberto Citran Orari: 16,15 – 18,15 - 20,15 dramm. 90m.

Regia: Felice Farina (IT 2014) con: Francesco Pannofino, Roberto Citran Orari: 16,15 – 18,15 – 20,15 dramm. 90m.

LUNEDI’ 27 APRILE 2015

Torino 2010. La fabbrica chiude e licenzia, l’ennesima nella città. Addio posti di lavoro, addio identità, addio certezze. Salvatore Brogna (Francesco Pannofino), operaio siciliano trapiantato a Torino, sale sulla torre più alta della sua fabbrica quando l’azienda annuncia la chiusura e il licenziamento in tronco dei dipendenti, per protesta o forse solo per rabbia cieca, minacciando di buttarsi giù se non arriva la tv a intervistarlo. Giorgio Bettenello (Roberto Citran), rappresentante sindacale di carattere e fede politica del tutto opposti, arriva per impedire che si butti di sotto, e finisce per diventarne ostaggio. Salvo é un uomo della destra sociale; Giorgio é un comunista che rimpiange Berlinguer; entrambi sono accomunati dalla disperazione non solo per aver perso il proprio posto di lavoro, ma anche per lo stato in cui il lavoro si è ridotto, negli anni della crisi. Su niente sono d’accordo, tranne sul fatto d’essere vittime di classi dirigenti irresponsabili e spesso criminali. Entrambi in qualche modo addebitano la colpa del presente allo sfacelo politico ed etico degli anni precedenti, a cominciare da quel 1978 in cui Moro fu assassinato. A loro due si affianca il custode della fabbrica, Luca Ottolenghi (Carlo Giuseppe Gabardini) ipovedente, autistico, che Salvo soprannomina “assunzione obbligatoria”, ma coraggioso e determinato ad arrivare eroicamente in cima alla torre. Nell’arco di una notte, tra la generale indifferenza dei dirigenti, delle forze dell’ordine, degli organi di informazione, questi tre punti di vista così diversi sul mondo ripercorrono gli ultimi trent’anni della vita del Paese, gli anni che li hanno portati su quella torre pericolosa. Anni di occasioni sprecate, di speranze tradite, di crimini e stragi, di ribaltoni e giochi di potere. Rimane il semplice buon senso di tre uomini senza alcun potere, appesi in cima ad una torre, che aspettano qualcuno, chiunque, mentre senza accorgersene costruiscono un’amicizia…


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ANIME NERE

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Rating: 8.5/10 (2 votes cast)
Regia: Francesco Munzi (IT 2014) con: Marco Leonardi, Barbora Bobulova Orari: 16,15 – 18,15 – 20,15 dramm. 109m.

Regia: Francesco Munzi (IT 2014) con: Marco Leonardi, Barbora Bobulova Orari: 16,15 – 18,15 – 20,15 dramm. 109m.

LUNEDI’ 20 APRILE 2015

ANIME NERE racconta la vita dei fratelli Carbone: Luciano, Rocco e Luigi, figli di un contadino ucciso quando i tre erano bambini. Luciano (Fabrizio Ferracane), il maggiore dei tre fratelli, è rimasto ad Africo, il paese di origine, alleva capre e cerca di prendere le distanze dal mondo della criminalità. Rocco (Peppino Mazzotta) vive a Milano, ha una bella moglie, Valeria (Borbora Bobulova), una casa lussuosa e un’impresa di costruzioni finanziata dal terzo fratello, Luigi (Marco Leonardi) che si è arricchito con il traffico di cocaina. Una notte Leo (Giuseppe Fumo), figlio ventenne di Luciano, a causa di una ba­na­le lite, spara dei colpi di fucile sulle vetrate di un bar di una fa­mi­glia riva­le. Il locale, però, è protetto da un clan che non reagisce bene al gesto del ragazzo. Leo quindi deve cambiare aria e raggiunge a Milano lo zio Luigi, che corre su e giù per l’Europa stingendo patti “commerciali” con cartelli sudamericani, e lo zio Rocco, arricchito proprio dai proventi di quei traffici internazionali. L’eco della bravata di Leo risveglia la mai sopita attrazione per la vendetta, la faida, in un misto di orgoglio represso dal benessere. Luciano viene richiamato bonariamente dal boss del clan rivale, e umiliato nel suo essere uomo, primogenito, padre di famiglia. I fratelli allora si mettono in viaggio verso il Sud, sentendo il richiamo di una cultura antica, richiamo fatale a un destino immutabile che punta dritto verso la tragedia, senza scampo…


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LE COSE BELLE

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Regia: Agostino Ferrente, Giovanni Piperno (IT 2013) con: Fabio, Enzo, Adele e Silvana Orari: 16,15 – 18,15 – 20,15 docum. 88m.

Regia: Agostino Ferrente, Giovanni Piperno (IT 2013) con: Fabio, Enzo, Adele e Silvana Orari: 16,15 – 18,15 – 20,15 docum. 88m.

LUNEDI’ 13 APRILE 2015

LE COSE BELLE racconta la fatica e la bellezza di crescere al Sud, attraverso le storie di quattro ragazzi visti in due momenti fondamentali delle loro esistenze: la prima giovinezza nella Napoli piena di speranza del 1999 (allora in piena, apparente, rinascita con la gestione Bassolino) e l’inizio dell’età adulta, in quella paralizzata di oggi.

1999, Napoli. Due registi, Agostino Ferrente (“L’Orchestra di Piazza Vittorio”, 2006) e Giovanni Piperno (“Il pezzo mancante, 2010), entrambi con un passato nel documentario, sia al cinema sia in televisione, realizzano per Rai Tre il documentario “Intervista a mia madre”, mettendo davanti alla macchina da presa quattro adolescenti tra i 12 e i 14 anni, Fabio, Enzo, Adele e Silvana, e il loro interrogativo, vecchio come il mondo: “Che ne sarà di noi?”. Ragazzi dalla vita difficile che chiedevano alla società che i loro sogni per il futuro diventassero reali; ragazzi ribelli e giocosi perché sentivano di potersi prendere una vita da vivere a pieno. Nel 2009, dieci anni dopo, i due registi sono tornati a filmare i loro protagonisti, seguendoli nell’arco di 4 anni e verificando quanto le loro speranze siano state deluse, in una quotidianità fatta di casa e lavoro, in una Napoli degradata non solo perché sporca ma perché insensibile, indolente, imprigionata, come le vite dei protagonisti. I quattro vivono in una sorta di eterno presente, dove nessun sogno dell’adolescenza è stato esaudito. Hanno lavori precari e vivono situazioni familiari difficili; alla rabbia sana dell’infanzia è subentrata la rassegnazione. Sono ragazzi già invecchiati, che sono stati costretti a seppellire ogni ambizione; appassiti ancora prima di sbocciare, i protagonisti si arrangiano alla meglio dentro famiglie che da nutrici si sono trasformate in matrigne, addossando sulle spalle dei propri figli la responsabilità della loro sussistenza. Eppure non hanno perso il coraggio e la dignità con cui affrontano la vita e cercano nella quotidianità “le cose belle”, nonostante tutto…


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Buona Pasqua

buona pasqua 2014Nessun film in programma Lunedì 6 Aprile per il cineclub “La dolce vita”. A causa delle festività pasquali la Rassegna “Invito al cinema” va in vacanza per una settimana.
Mentre la 24^ edizione della selezione di film d’autore volge al termine (chiuderà il 18 maggio), i curatori della Rassegna già pensano alla 12^ edizione del Festival sui registi esordienti “GIOVANI AUTORI CRESCONO” – NUOVI REGISTI DEL CINEMA ITALIANO, organizzata dal cineclub nei mesi di giugno e luglio.

Invitiamo tutti a leggere la scheda in allegato e Vi auguriamo una Buona Pasqua.

Appuntamento LUNEDI’ 13 APRILE 2015 con la proiezione del film LE COSE BELLE.

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